La coltivazione dell’aglio

L’aglio: facile da coltivare, perfetto in cucina

L’aglio (Allium sativum) è una pianta appartenente alla famiglia delle Liliacee (come la cipolla) e coltivato per essere usato come condimento in moltissime pietanze e come pianta medicinale.

La coltivazione dell’aglio è molto facile ed economica e si presta bene per un orto familiare, anche per piccole superfici e per chi ha poco tempo da dedicare.

ESIGENZE AMBIENTALI

La coltivazione dell’aglio avviene preferibilmente nei terreni di medio impasto, ma si adatta anche ai terreni argillosi purchè le irrigazioni siano molto curate. L’aglio infatti soffre sia la siccità del terreno che i ristagni idrici che favoriscono i marciumi del bulbo. Il pH ideale oscilla tra 6 e 7 e la temperatura ideale per il germogliamento dei bulbi è di 15 – 20 °C.

coltivazione dell'aglio

COLTIVAZIONE

Preparazione del terreno

L’aglio richiede lavorazioni non molto profonde, quindi in un orto familiare è sufficiente una zappatura o una vangatura. Il terreno però deve essere affinato molto bene per permettere al bulbo di ingrossarsi. Questo vale specialmente per i terreni argillosi, nei quali le eventuali zolle vanno rotte il più possibile. Potete quindi creare dei solchi poco profondi nei quali andranno disposti i bulbilli.

coltivare aglio

Bulbilli pronti per la semina

Semina

I bulbilli vanno posti a circa 3 cm di profondità, con l’apice rivolto verso l’alto. Le distanze consigliate sono di 20 – 40 cm tra le file e 10 – 15 cm sulla fila. I bulbilli vengono piantati in campo, indicativamente, da gennaio a marzo. Il germoglianmento avviene grazie alle sostanze di riserva, per cui i bulbilli più grandi germoglieranno prima.

Cure colturali

La coltivazione dell’aglio non richiede particolari attenzioni; è sufficiente rimuovere manualmente le infestanti facendo attenzione, se si usa una zappa, a non danneggiare le radici che nell’aglio sono molto superficiali.

Irrigazione

In generale le piogge sono sufficiente per coprire i fabbisogni idrici della pianta. Avendo però un apparato radicale molto superficiale non sopporta bene eventuali periodi di siccità, quindi è consigliabile irrigare nei periodi più secchi ma senza esagerare. Il periodi di maggior richiesta idrica corrisponde all’ingrossamento del bulbo (indicativamente maggio – giugno).

Avvicinandosi alla maturazione (le foglie iniziano a piegarsi e a disseccare) bisogna interrompere le irrigazioni per non favorire i marciumi del bulbo.

Concimazione

Per non favorire i marciumi radicali è meglio evitare di apportare sostanza organica (letame o compost) alla preparazione del terreno. E’ consigliabile effettuare la concimazione organica alle colture precedenti.

Coltivazione dell'aglio

Per la raccolta, è meglio aspettare che le foglie siano secche

RACCOLTA E CONSERVAZIONE

Il momento ideale per la raccolta è quando le foglie sono piegate e ben secche. Viene effettuata a mano e le piante possono essere lasciate sul terreno ad essiccare, ma i bulbi non devono venire a contatto diretto con la luce solare o essere esposti all’umidità. La fase di essicazione è fondamentale per la futura conservazione dei bulbi.

Successivamente vengono tagliate le radici e le foglie. I bulbi vengono ripuliti dalla terra e vengono tolte le foglie più esterne del bulbo. Tipicamente i bulbi vengono confezionati e conservati in trecce, al buio e in un luogo asciutto. A 0 °C e 70% di umidità relativa si conservano 6 – 7 mesi. Se le temperature sono superiori a 15 °C viene favorito il germogliamento dei bulbi.

In 100 metri quadri si possono raccogliere 90 – 100 chili di bulbi.

AVVERSITA’ E DIFESA

Le principali malattie che possono causare problemi ad una coltivazione familiare dell’aglio sono i marciumi del bulbo. Per prevenirli è consigliabile non esagerare con l’irrigazione per non creare ristagni di acqua nel terreno.

La peronospora invece interessa l’apparato fogliare e si manifesta con macchie giallastre con muffa grigio – violacea. Le foglie tendono ad appassire e i bulbi non crescono più o saranno di qualità scadente. Anche questo patogeno è favorito dall’umidità eccessiva e dalle piogge continuate.

In un orto familiare, in genere, non sono comunque richiesti interventi di difesa con prodotti chimici.

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