La coltivazione dell’agrifoglio

Come coltivare l’agrifoglio

L’agrifoglio (Ilex aquifolium) è un arbusto appartenente alla famiglia delle Aquifoliacee. Chiamato anche aquifoglio o pungitopo maggiore,  questa pianta dalle bacche rosse molto ornamentali, è usata per abbellire i giardini o per essere impiegata in erboristeria.

Molto usati come piante beneauguranti fin dagli antichi romani durante la festa del soslstizio d’inverno, sono ancora oggi associate al periodo natalizio, per decorare le abitazioni con le loro bacche rosse e il verde acceso del loro fogliame.

La coltivazione dell’agrifoglio in un giardino ha un grande impatto estetico e il colore dei suoi frutti abbellirà qualsiasi siepe ornamentale, specialmente d’inverno, quando la maggior parte delle piante sono spoglie e senza colore.

CARATTERISTICHE BOTANICHE

L’agrifoglio è una pianta dioica: esistono cioè piante femminili e piante maschili; entrambe producono fiori, anche se sono diversi. I fiori maschili sono di colore giallo, mentre quelli femminili sono bianco – rosati. Solo questi ultimi diventeranno frutti, caratterizzando la pianta con bacche rosse molto appariscenti conosciute da tutti. Quindi, se vogliamo che il nostro pungitopo sia pieno di bacche dovrà essere un esemplare femminile, ma sarà necessario almeno un maschio, per garantire l’impollinazione e la formazione dei frutti. La fioritura avviene a fine estate e continua in autunno.

L’agrifoglio è sempreverde ed ha una chioma densa e molto ramificata. Può raggiungere un altezza di 10 metri, anche se è raro che super i 4 – 5 metri.

Anche le foglie, di colore verde intenso, sono molto particolari: quelle nella parte basale sono munite di spine ed hanno il margine ondulato, mentre le foglie apicali sono senza spine e con forma ovale.

pianta bacche rosse

ESIGENZE AMBIENTALI

L’agrifoglio è un arbusto rustico, che cresce bene anche in condizioni non ottimali. Predilige i terreni sabbiosi o comunque con un buon drenaggio e senza pericolo di ristagni idrici, ricchi di sostanza organica e leggermente acidi.

Può crescere anche in terreni con pH basico e in suoli pesanti, purchè non vi siano lunghi periodi troppo asciutti o con ristagno idrico

Per quanto riguarda l’esposizione gradisce sia il sole che la mezz’ombra, anche se, in piena luce, le foglie assumeranno una colorazione più chiara.

Sopporta minime invernali di – 15 °C; eventuali gelate tardive anche intense, rovineranno i rami più esterni, ma la pianta si riprenderà in fretta. Anche il caldo estivo è ben tollerato, ma non ci devono essere periodi prolungati di siccità.

COLTIVAZIONE

Per ammirare questa pianta a bacche rosse in giardino è sufficiente qualche piccola attenzione.

Propagazione

Seme: La pianta produce delle bacche rosse che contengono semi che, in natura, cadono e daranno origine a nuove piantine. Possiamo quindi raccoglierli, separarli dalla polpa e metterli ad asciugare in un luogo privo di umidità, magari sotto uno strato di sabbia perfettamente asciutta.

Una volta asciugati possiamo seminarli in un terricco universale, ma per germinare impiegheranno qualche mese. In questo modo non potremo però sapere prima di 3 – 4 anni se la pianta è una femmina e potra produrre le tipiche bacche rosse.

Talea: prelevando le talee da una pianta femmina, avremo la sicurezza che una volta adulta la pianta produrrà le bacche rosse. Le talee vanno prelevate a fine primavera – inizio estate, recidendo i rami che non hanno prodotto fiori. La parte basale delle talee va privata delle foglie e vanno immerse nell’ormone radicante e quindi piantate nel terreno. Devono essere tenute in un luogo fresco e all’ombra e innaffiate regolarmente in modo da non lasciar asciugare il terreno.

Preparazione del terreno

Non è necessaria una preparazione particolare del terreno; è sufficiente del terriccio universale per giardinaggio miscelato con letame maturo o compost, da porre sul fondo della buca dove verrano poste le piante acquistate in vivaio. Può anche essere coltivato in vaso, ma è necessario usare un vaso piuttosto grande, poichè mal sopportano i rinvasi.

Cure colturali

Irrigazione: le piante giovani hanno bisogno di annaffiature regolari, da aprile a settembre. Non bisogna però esagerare ma bagnare solo quando e il terreno è asciutto.

Per le piante più grandi sono in genere sufficienti le piogge, ma è opportuno intervenire in caso di siccità prolungata. Le innaffiature devono essere più frequenti per gli esemplari coltivati in vaso.

Altre cure: avendo uno sviluppo lento, non necessitano di potature a parte la normale pulizia dai rami secchi o rovinati a fine inverno. I trapianti e i rinvasi non sono indicati e possono causare la perdita delle foglie, problema che viene comunque superato nel giro di qualche settimana.

MALATTIE DELL’AGRIFOGLIO

Essendo una specie molto rustica le malattie dell’agrifoglio non sono così diffuse. Vediamo comunque i principali problemi ai quali questa pianta può andare incontro.

Le principali malattie dell’agrifoglio sono:

Marciumi radicali: sono causati da funghi e si sviluppano se il terreno rimane saturo d’acqua per lunghi periodi (settimane o mesi). Per prevenirli è sufficiente non eccedere con le bagnature.

Mancanza di bacche rosse: questo è uno dei problemi più sentiti, in quanto viene spesso coltivato proprio per l’aspetto che assume quando la pianta ha le bacche rosse ad ornare i rami. Ricordiamo che essendo una pianta dioica solo le femmine producono i frutti, ma un individuo maschile deve essere presente affinchè avvenga l’impollinazione. Per sapere se l’agrifoglio che abbiamo in giardino è femmina, dovremo attendere la fioritura, che avviene solo in esemplari che hanno almeno 4-5 anni. Per ovviare a questo problema, è opportuno acquistare in vivaio agrifogli che abbiano già le bacche, per essere sicuri che le produrranno anche nel nostro giardino, ovviamente in presenza di una pianta di sesso maschile.

Insetti: tra gli insetti che possono essere dannosi vi sono gli afidi che colpiscono i germogli giovani, rovinando il fogliame e la cocciniglia, favorita da clima caldo – secco.

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