La coltivazione del cappero

Coltivare il cappero nell’orto familiare

Il cappero (Capparis spinosa) è un arbusto della famiglia delle capparacee, coltivato per i boccioli fiorali che, opportunatamente trattati, vengono usati come condimento e per insaporire numerosi piatti, primo fra tutti la pizza. E’ tipico della flora mediterranea e nel periodo etsivo offre una splendida fioritura.

La coltivazione del cappero nell’orto familiare è semplice e gratificante. Se ben protetti dal freddo possono crescere anche nelle regioni del centro – nord ed essere utilizzati sia a s

Fiore di cappero

Fiore di cappero

copo alimentare che ornamentale.

La fioritura avviene tra giugno e settembre. Il fiore del cappero è di colore bianco, con stami rosso – violacei. La sua durata sulla pianta è di soli due giorni, ma se i boccioli fiorali vengono raccolti la pianta tenderà ad emettere nuovi fiori di sicuro impatto estetico per il giardino.Le piante cominceranno la fase di riposo vegetativo in autunno, con la perdita delle foglie.

ESIGENZE AMBIENTALI

Il cappero è una pianta tipica dei climi caldo – aridi e ha bisogno costante di sole. In Italia infatti è diffuso soprattutto nelle regioni meridionali, mentre nelle zone centrali e del nord vegeta più facilmente nelle aree costiere dove il mare mitiga il clima dai rigori dell’inverno. Si adatta bene anche a terreni poveri, purchè non presentino ristagni idrici.

coltivare cappero

COLTIVAZIONE

Ottenimento dei semi

Per procurarsi i semi, nel mese di settembre, si possono raccogliere i frutti del cappero ormai giunti a maturazione. I frutti assomigliano a delle piccole bacche di colore violaceo e presentano delle fenditure longitudinali che lasciano intravedere i semi piccoli e di colore scuro.

Una volta raccolti, i frutti vanno messi a seccare al sole. Quando saranno ben secchi possono essere sminuzzati e i semi raccolti. In alternativa i semi possono essere acquistati in bustina presso i negozi di giardinaggio e agricoltura.

Semina

Nel mese di gennaio i semi vanno seminati in un’aiuola posta in luogo riparato ed esposto a sud, in modo che sia protetta dal freddo dell’inverno. La terra deve essere zappata e livellata e i semi vanno seminati a spaglio. Infine ricopriteli con un po’ di terra ed inumidite. In seguito le operazioni colturali si limiteranno all’eliminazione delle piante infestanti e all’irrigazione.

Questa è però solo la prima parte, infatti le piantine che inizieranno a germogliare in primavera, andranno trapiantate in inverno.

Trapianto

A dicembre – gennaio (quindi circa un anno dopo la semina) le piante di cappero saranno pronte per essere trapiantate. In alternativa, le piantine da trapiantare possono essere acquistate da un vivaista specializzato.

Sempre scegliendo una zona ben riparata, scavate delle buche di 30 – 40 cm di profondità e 30 – 40 cm di larghezza e ponete sul fondo delle stesse uno strato di letame ben maturo coperto da uno strato di terra. Quindi piantate i capperi avendo cura di ricoprire di terra le radici fino al colletto (il punto di inserzione tra fusto e radici). Quindi irrigate senza inzuppare troppo la terra. La distanza tra una pianta e l’altra deve essere di 2 – 3 metri.

Cure colturali

Oltre alla rimozione delle infestanti, l’unica cura da adottare è la potatura nel mese di dicembre. E’ sufficiente tagliare i rami lasciando degli speroni lunghi circa 4 cm. E’ consigliabile anche concimare con un concime azotato (ad esempio nitrato ammonico) alla dose di 200 – 250 grammi per pianta.

In primavera, le piante comincieranno a germogliare e ad emettere i nuovi rami.

Capperi

Capperi

RACCOLTA E CONSERVAZIONE

A partire dal mese di giugno inizieranno a formarsi i primi boccioli fiorali che possono essere raccolti per farli maturare. I capperi così raccolti vanno posti in un barattolo di vetro stratificandoli con del sale marino grosso in ragione del 40% del peso dei capperi (ad esempio per 100 grammi di capperi servono 40 grammi di sale).

In seguito vanno mescolati ogni giorno per circa 10 giorni; quindi va eliminata la salamoia che si è formata, va aggiunto sale in ragione del 20% del peso dei capperi e vanno mescolati per altri 10 giorni.

Alla fine di questo periodo va eliminata la salamoia residua, aggiunto un po’ di sale e vanno conservati in un barattolo di vetro con il tappo a vite ben chiuso.

In questo modo i capperi possono essere conservati per alcuni anni; al momento dell’uso basterà sciacquarli sotto l’acqua eliminando il sale in eccesso.

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3 risposte a La coltivazione del cappero

  1. Eliana Lombardi scrive:

    Buongiorno, mi chiamo Eliana e vivo nella provincia di Forlì (Romagna). Non è certo terra di capperi, ma è una pianta che mi piace moltissimo che ho provato a piantare, seminare, fare talee… ma non sono mai riuscita a farle vivere. In zona, nelle vecchie mura anche delle cittadine vicine, ci sono piante autoctone di cappero, è da lì che ho ricavato talee, semi, ma senza risultato. Ho anche acquistato piantine da vivai, ma il risultato è stato lo stesso. Ora ci sto riprovando, ho trovato 4 piante molto belle in un vivaio, non le ho ancora piantate e le ho lasciate nel loro vaso per farle “acclimatare”, ma il vaso è piccolo,di plastica, ed ha sempre bisogno di acqua. Prima di metterle in terra,a dimora,e aspettare il periodo giusto(gennaio?) pensavo di travasarle in vaso un po’ più grande e magari tenerle lì . Ma non so come comporre il terreno, e non farle soffrire. Forse toglierle col pane di terra intero e metterle direttamente in vaso più grane. Ma con quale terra? E ci sono cose che posso fare per non compromettere la loro integrità? Grazie infinite per l’articolo, molto interessante, e per uneventuale risposta. Eliana

    • Eliana Lombardi scrive:

      Mi scuso, ho appena scritto un commento su “coltivazione capperi”, ma ho avuto un problema col PCI e non so se è partito il mio indirizzo mail. ( eventualmente comparirà quello di invio dall’IPad) Grazie

    • Stefano82 scrive:

      Buongiorno, il cappero non è particolarmente esigente in termini di terreno, infatti cresce anche su substrati rocciosi o poveri di elementi nutritivi.
      Puoi provare a trapiantarlo in un vaso più grande con il pane di terra intero, in modo da non rovinare le radici.
      Come terra va bene un terriccio generico per orticoltura. Va mantenuto umido ma senza creare ristagni di acqua che farebbero marcire le radici.

      Buona fortuna!

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