La coltivazione del carciofo

Come coltivare il carciofo nell’orto di casa

Il carciofo (Cynara cardunculus var. scolymus) è una pianta appartenente alla famiglia delle asteracee o composite, la stessa della quale fanno parte le margherite, la lattuga e molte altre piante coltivate e selvatiche. La parte che viene consumata del carciofo si chiama “capolino” ed è costituito da foglie modificate.

Il carciofo è ricco di inulina e di fibre. Ha un buon contenuto in ferro e poche calorie (60 Kcal per 100 grammi di prodotto). Le proprietà medicinali del carciofo sono note fin dall’antichità e riguardano in particolare gli effetti benefici sul fegato e sulla digestione.

coltivazione del carciofo

Coltivazione del carciofo

La coltivazione del carciofo può avvenire con facilità in un piccolo orto. La carciofaia, una volta impiantata, continuerà a produrre per circa una decina d’anni.

La coltivazione del carciofo: esigenze ambientali

Il carciofo richiede un clima mite e umido. Nelle regioni dell’Italia meridionale ha un ciclo autunno – primaverile, mentre nelle regioni settentrionali ha un ciclo primaverile – estivo. Resiste bene a temperature fino a 0°C, ma al di sotto di questo valore subisce dei danni, per arrivare alla morte della pianta quando le temperature raggiungono i 10°C sotto zero. Anche temperature troppo elevate, superiori a 30°C possono danneggiare la pianta. L’acqua non deve mai mancare.

COLTIVAZIONE

Preparazione del terreno

Molto importante, nella coltivazione del carciofo, è la preparazione del terreno: generalmente prima dell’impianto di una carciofaia viene eseguita una aratura alla profondità di 40 – 50 cm, ma nel caso di una coltivazione nell’orto famigliare è sufficiente una fresatura o una zappatura manuale ben eseguita, per affinare bene il terreno. Questo è anche il momento per incorporare al terreno il fertilizzante organico, letame o compost.

Impianto

nella coltivazione del carciofo non viene quasi mai fatta la semina: l’impianto viene in genere effettuato tramite “carducci”. I carducci sono germogli che crescono alla base della pianta e possono essere staccati conservando una porzione di radice e trapiantati. Per poter attecchire con facilità devono avere 4 – 5 foglie ed essere lunghi 20 – 40 centimetri. L’apice viene tagliato al momento del trapianto.

In alternativa possono essere usate piantine radicate disponibili presso vivai e negozi di prodotti per l’agricoltura.

I carducci o le piantine vanno trapiantate in primavera o, nelle zone più calde, anche in autunno. La distanza tra una pianta e l’altra deve essere di 100 – 120 centimetri. Medesima distanza deve essere presente tra due file continue. In questo modo le piante potranno produrre per molti anni.

Interventi colturali

Dopo l’impianto dei carciofi è fondamentale tenere pulito dalle erbe infestanti lo spazio tra una pianta e l’altra. I carducci che si formano dalla base delle piante non vanno lasciati tutti: per ottenere delle buone dimensioni  è bene lasciarne solo 2 – 3 per ciascuna pianta.

Intervento fondamentale per il carciofo è l’irrigazione. In particolare nel periodo estivo e fino ad ottobre non bisogna mai far mancare l’acqua al carciofo, avendo però l’accortezza di non far ristagnare l’acqua nel terreno. L’ideale sono bagnature frequenti ma di entità non troppo elevata, al fine di mantenere il terreno umido ma non saturo d’acqua.

Raccolta, consumo e conservazione

La raccolta dei carciofi avviene nel mese di ottobre per le colture precoci e può arrivare fino a giugno per quelle tardive. Ad essere raccolto è il fiore della pianta, che viene chiamato capolino. Il numero di raccolte può variare da 3 – 4 fino a 20, se le piante sono molto ramificate. Va però ricordato che se i capolini per pianta sono molto numerosi, la loro dimensione si riduce.

La durata del periodo di raccolta varia da 20 fino a 200 giorni, a seconda di cultivar, clima, ambiente e tecnica produttiva.

Il carciofo può essere consumato fresco oppure conservato sott’olio. L’industria alimentare fornisce anche carciofi surgelati, in scatola e disidratati.

Coltivazione del carciofo

Fiore di carciofo

AVVERSITA’ E DIFESA

Vediamo quali sono i principali problemi a cui può andare incontro la coltivazione del carciofo.

Mal bianco: Le foglie colpite presentano macchie polverulente di colore biancastro. Possono essere utili trattamenti con prodotti a base di zolfo al comparire dei primi sintomi, rispettando le dosi di etichetta.

Marciumi: la parte basale della pianta può essere colpita da marciumi causati da funghi patogeni quali Rhizocotonia solani, Sclerotium rolfsii e Sclerotinia sclerotiorum. La difesa si basa essenzialmente nella prevenzione che consiste nell’evitare situazioni di umidità eccessiva e di ristagno di acqua.

Tra le principali avversità animali, una pericolo per il carciofo può essere rappresentato da alcuni bruchi che si nutrono del capolino e dai topi campagnoli, che possono rosicchiare la pianta.

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