La coltivazione del cavolfiore

Il cavolfiore, perfetto per l’orto familiare

Il cavolfiore (Brassica oleracea var. botrytis) è una pianta appartenente alla famiglia delle brassicacee come i cavoli, la senape, la rucola e i rapanelli.

Di cavolfiore sono presenti moltissime varietà e l’Italia si colloca al secondo posto, dietro la Francia, per quanto riguarda la superficie coltivata. La coltivazione del cavolfiore è molto comune negli orti familiari e può fornire ottime produzioni anche con piccoli orti e poco tempo a disposizione. Alcune cultivar inoltre, sono anche molto belle esteticamente e possono essere coltivate anche per l’aspetto ornamentale.

CARATTERISTICHE BOTANICHE

Il cavolfiore ha bisogno di circa 15 mesi per completare tutto il ciclo vitale e arrivare alla produzione del seme, ma per formare la parte edule che viene consumata a tavola sono sufficienti pochi mesi. La radice può raggiungere una profondità di 60 cm, mentre il fusto, sul quale sono inserite le foglie, può raggiungere un’altezza di 50 cm.

La parte che viene mangiata si chiama corimbo ed ha in genere una forma sferoidale. Viene anche chiamato palla o testa e può essere di colore verde, bianco, giallo o viola.

Le diverse cultivar di cavolo e cavolfiore si differenziano in base all’epoca di raccolta in estiva, autunnale, invernale e primaverile. Questo perché alcune varietà hanno bisogno di un periodo di freddo per poter formare il corimbo. Questo bisogno in freddo viene chiamato vernalizzazione.

coltivazione-del-cavolfiore

ESIGENZE AMBIENTALI

Il cavolfiore si adatta abbastanza bene a diversi tipi di terreno ma preferisce i terreni di medio impasto, con un buon tenore di sostanza organica e pH tra 6 e 7. Anche per quanto riguarda il clima è piuttosto tollerante, ma, anche se è considerata una specie tipicamente invernale, è piuttosto sensibile agli sbalzi termici, che possono impedire la formazione del corimbo.

Le cultivar a maturazione invernale possono sopportare temperature – 6 °C, mentre temperature elevate , specialmente se associate a squlibri idrici possono danneggiarle.

COLTIVAZIONE

Avvicendamento

E’ preferibile evitare di piantare il cavolfiore due volte di fila sullo stesso terreno. In un orto familiare, può seguire ortaggi come lattuga, carota o pisello.

Preparazione del terreno

Dato che le radici del cavolfiore possono raggiungere una profondità di circa 60 cm, per una coltivazione da reddito sarebbe opportuna una aratura profonda seguita da alcuni interventi di erpicatura per preparare al meglio il terreno. In un orto familiare si possono comunque ottenere buone produzioni con una zappatura o vangatura, avendo cura di rompere bene le zolle. In questa fase si devono apportare 5 – 6 kg di letame maturo o di compost, incorporandolo al terreno. L’ideale sarebbe effettuare questa operazione alcuni mesi prima del trapianto.

Semina e trapianto

In un orto familiare è possibile seminare direttamente su terreno ben sminuzzato e livellato, utilizzando 0,5 – 1 grammo di seme per metro quadrato. E’ però consigliabile seminare in un semenzaio con terriccio adatto per le semine e poi trapiantare dopo circa 30 giorni. In alternativa è possibile acquistare le piantine in vivaio per poi trapiantarle nell’orto. Per quanto riguarda l’epoca di trapianto, dobbiamo fare alcune distinzioni.

  • Cultivar precoci: trapianto a luglio e raccolta a settembre – ottobre (ad esempio cavolfiore Palla di neve, Verde di Macerata)
  • Cultivar medio tardive o tardive: trapianto ad agosto e raccolta a novembre dicembre o febbraio – marzo (ad esempio cavolfiore Violetto di Sicilia, Romanesco Natalino)

Le distanze di trapianto consigliate sono di 70 cm tra le file e 60 – 70 cm sulla fila.

Cure colturali

Le uniche cure colturali sono l’eliminazione delle piante infestanti. Data la distanza tra le piante, si può procedere manualmente o con una zappa.

In un orto familiare, in fase di pre-raccolta, si possono legare le foglie al di sopra del corimbo. In questo modo si protegge dalle gelate e si mantiene il colore bianco candido.

Irrigazione

Il cavolfiore richiede una costante umidità del terreno per tutta la durata del suo ciclo colturale. Quindi, in particolare per le varietà estivo – autunnali, è importante non fare mai mancare l’acqua.

Cavolfiore Romanesco

Cavolfiore Romanesco

RACCOLTA E CONSERVAZIONE

La raccolta avviene quando i corimbi sono compatti, prima che le singole cimette che li compongono inizino ad aprirsi. La durata del ciclo colturale varia a seconda della cultivar, ma si può indicare un range di 100 – 180 giorni. La raccolta viene fatta a mano anche nel caso di coltivazioni da reddito. Siccome la maturazione è scalare è necessario passare più volte e raccogliere solo i corimbi ben formati.

Può essere conservato in frigorifero fino al momento del consumo. Se si notamo segni di ingiallimento o deperimento è sufficiente eliminare la parte rovinata e consumare il resto. Se bollito è consigliabile conservarlo in frigorifero per due giorni al massimo.

Larve di cavolaia

Larve di cavolaia

AVVERSITA’ E DIFESA

Purtroppo visono alcune avversità che possono colpire il cavolfiore. Vediamo le principali:

Peronospora: causata dal fungo Peronospora brassicae, colpisce le foglie sulle quali si formano delle macchie marroncine, sulle quali si può formare una muffetta grigiastra. E’ favorita dall’umidità eccessiva.

Alternaria: causata dal fungo Alternaria brassicae causa la formazione di tacche nerastre sul corimbo e macchie nere sulle foglie che successivamente appaiono bucherellate. In un orto familiare è però sconsigliato intervenire con prodotti chimici, ma ci si può limitare ada eliminare le parti colpite.

Tra gli insetti ricordiamo la cavolaia (Pieris brassicae), le cui larve si nutrono delle foglie di cavoli e cavolfiori. E’ opportuno eliminare manualmente le larve, visibili nelle ore più fresche della giornata, anche se l’operazione può essere difficoltosa perche tendono a scavare gallerie e nascondersi nella parte interna della pianta.

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