Coltivare cime di rapa

La coltivazione delle cime di rapa

Le cime di rapa o broccoletti sono un ortaggio molto diffuso in Italia, in particolare nel centro Italia e nel meridione. Appartengono alla specie Brassica rapa var. cymosa, della famiglia delle Brassicacee.

Coltivare cime di rapa in un orto è molto facile, non richiede troppo impegno ed è possibile in tutta Italia, anche se nelle regioni del Nord è consigliabile limitarsi alle varietà precoci.

CARATTERISTICHE BOTANICHE

Il broccoletto è una pianta che può raggiungere un’altezza di 40 – 45 cm nelle varietà più precoci e fino a 1 metro nelle cultivar tardive.

I fiori, di colore giallo, sono riuniti in gruppi (infiorescenze) e sono la parte che viene consumata. Il diametro varia dai 5 ai 10 cm, a seconda delle varietà.

Le radici sono fascicolate e si sviluppano in superficie, senza andare troppo in profondità nel terreno.

Esistono diverse cultivar di cima di rapa, che si differenziano per la durata del ciclo colturale. Proprio in base alla sua duranta, esistono le sefuenti varietà:

  • Quarantina: la più precoce, si raccoglie 40 giorni dopo la semina

  • Sessantina: predilige climi temperati, offre una buona produzione ed è consigliabile raccoglierla prima della fioritura.

  • Novantina: viene consumata durante l’inverno

  • Centoventina o 120 giorni: si semina in autunno e si raccoglie in inverno, consigliata per le regioni del sud Italia.

Coltivare cime di rapa

Coltivare cime di rapa

Coltivare cime di rapa: esigenze ambientali

La cima di rapa è un ortaggio tipico delle zone mediterranee ed ha quindi una resistenza al freddo inferiore rispetto ad altre piante della stessa famiglia. In particolare è sensibile alle gelate che si verificano con l’avvicinarsi dell’inverno, che possono danneggiarla seriamente.

Le zone preferite per coltivare cime di rapa sono quindi il Centro e il sud Italia.

La cima di rapa si adatta a diversi tipi di terreno, preferibilmente con pH attorno alla neutralità (pH 7). E’ importante evitare la formazione di ristagni idrici che causereberro asfissia radicale e insorgenza di marciumi.

COLTIVAZIONE

Per quanto riguarda la rotazione, nel coltivare cime di rapa, si raccomanda di non coltivarla dopo se stessa o dopo ortaggi della stessa famiglia (cavoli, verza, rapa, cavolfiori, ravanello e rucola).

La durata del ciclo colturale varia a seconda delle cultivar: per quelle precoci è di 55 – 60 giorni, mentre per quelle più tardive può arrivare a 170 – 180 giorni.

Preparazione del terreno

Per coltivare cime di rapa in un orto familiare si può procedere con una zappatura o vangatura. In suoli con scarso drenaggio delle acque è opportuno sistemare il terreno a porche, cioè formando una sorta di arco rialzato sul quale verrano poste le piantine. In questo modo l’acqua in eccesso potrà defluire.

Per quanto riguarda la concimazione organica è consigliabile non fertilizzare direttamente la coltura, ma farla seguire ad una coltura alla quale sia stata fatta una buona fertilizzazione (ad esempio zucchino o pomodoro). In questo modo sfrutterà la fertilità residua nel terreno, più che sufficiente per i suoi fabbisogni e non si correrrano rischi di eccessi nutrizionali.

Trapianto

Anche se è possibile effettuare la semina diretta e poi diradare, eliminando le piantine più deboli, in genere si ricorre al trapianto.

Le piante da trapiantare possono essere acquistate direttamente in vivaio oppure autoprodotte.

Per fare questo si consiglia di seminare in contenitori alveolati, impiegando un terriccio per semine.

L’ottimale per la germinazione è una temperatura di circa 25 °C. Dopo un mese, le piante potranno essere trapiantate in piena terra.

Nelle zone del nord Italia si consiglia di seminare tra fine giugno e fine luglio. Scendendo verso il Sud, è possibile ritardare le semine fino alla fine di settembre. Se il clima è molto mite, è possibile seminare in inverno per avere un raccolto in primavera.

Le distanze d’impianto consigliate sono di 40 – 50 cm tra le file e 20 – 30 cm sulla fila.

Cure colturali

Irrigazione: l’acqua è fondamentale per ottenere una buona produzione, sia in termini di quantità che di qualità. Il periodo critico è quello estivo, ma anche in autunno può essere necessario bagnare regolarmente, specialmente se le piogge dovessero essere scarse.

Lotta alle infestanti: le malerbe vanno rimosse, estirpandole a mano o con una zappa. Questa operazione è importante soprattutto nelle prime fasi di crescita, poichè non appena la cima di rapa sarà più sviluppata, l’effetto ombreggiante contrasterà lo sviluppo delle piante infestanti.

RACCOLTA E CONSUMO

L’infiorescenza deve essere raccolta quando ha i fiori ancora chiusi; in questo modo la pianta emetterà dei germogli laterali dai quali cresceranno nuovi fiori che potranno essere raccolti nuovamente.

Inoltre, se si attende, che il fiore si apra il prodotto avrà un peggioramento delle qualità gustative.

AVVERSITA’ E DIFESA

E’ possibile coltivare cime di rapa senza usare prodotti antiparassitari.

Può essere soggetta ad attacchi di larve di cavolaia (Pieris rapae), dei bruchi di colore verde che si nutrono delle foglie. Queste larve possono essere eliminate a mano, oppure, incaso di forti attacchi, può essere impiegato un prodotto a base di Bacillus thuringiensis, ammesso anche in agricoltura biologica.

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