Coltivare rafano nell’orto

Come coltivare rafano

Il rafano (Armoracia rusticana) è una pianta della famiglia delle Brassicacee come il cavolfiore e il broccolo.
Viene anche chiamato barbaforte, cren, rafano tedesco o rafano rusticano ed è impiegato in cucina sia fresco che in salsa.
Coltivare rafano nell’orto di casa non è difficile; la sua coltivazione è diffusa in Europa, in Asia occidentale e in Nordamerica. In Italia è presente anche allo stato spontaneo, inselvatichita.

CARATTERISTICHE BOTANICHE

E’ una pianta erbacea perenne (anche se coltivata come annuale) che può raggiungere un’altezza di 50 cm, con foglie ruvide di colore verde intenso. I fiori sono piccoli e bianchi, è come tutti i fiori delle brassicacee hanno 4 petali disposti in croce. Fiorisce all’inizio dell’estate.
La radice è un rizoma ed è la parte che viene consumata e usata a scopo alimentare essendo ricca di proprietà benefiche e molto saporita.

Coltivare rafano: esigenze ambientali

Il rafano gradisce un terreno fertile e senza ristagni idrici. La posizione perfetta è mezz’ombra o soleggiata. Il clima ideale è temperato – fresco, quindi può essere coltivato con successo al nord Italia, anche in zone collinari – montuose.
Per coltivare rafano è consigliabile un terreno leggero, senza ristagni idrici. Molto importanti sono anche le precipitazioni atmosferiche, che, se presenti, ci consentiranno di ridurre le irrigazioni da effettuare.

Coltivare rafano

COLTIVAZIONE

La coltivazione del rafano va, in genere, dalla fine dell’inverno all’estate, per essere poi consumato in autunno e nell’inverno successivo.

Preparazione del terreno

E’ consigliata una buona zappatura o vangatura, rompendo bene le zolle ed incorporando al terreno 3 – 4 kg per metro quadro di letame oppure di compost.
E’ molto importante avere un terreno soffice e friabile, poichè la radice, che viene consumata, avrà difficoltà a svilupparsi in un terreno troppo compatto.

Semina e propagazione

Il periodo più indicato per la semina del rafano è il mese di febbraio. Tuttavia, il rafano viene generalmente propagato per suddivisione del rizoma.

Per fare questo, la radice deve essere divisa in parti, assicurandosi che ogni porzione abbia almeno una gemma. Quindi, le diverse parti devono essere interrate in buche profonde circa 8 centimetri, rispettando una distanza di impianto di 30 – 40 cm tra una pianta e l’altra e altrettanto tra le file.

Cure colturali

Irrigazione: il rafano teme la siccità, quindi è necessario irrigare con cura se le piogge dovessero essere scarse. E’ importante non esagerare per evitare di creare condizioni di eccesso di acqua che potrebbero favorire l’insorgere di marciumi della radice.

RACCOLTA E CONSUMO

Ad essere consumata è la radice che ha un sapore aromatico e piccante.
La raccolta inizia in autunno ed è progressiva. Si inizia con le piante più vecchie che vengono rimosse dal terreno, e si passa successivamente a quelle più giovani. Infatti, per avere il massimo sviluppo della radice, può occorrere anche un anno. In questo stadio, in condizioni ottimali, può misurare anche più di 15 centimetri di lunghezza.

Il rafano è ricco di proprietà nutrizionali e può essere molto utile per la nostra salute.
Innanzitutto è ricco di vitamine C e B1; inoltre contiene molti composti che possono essere usati in fitoterapia. Per quanto riguarda l’apporto calorico è davvero minimo: 100 grammi di rafano contengono solo 100 Kcal.

In erboristeria è usato per trattare bronchiti, difficoltà respiratorie e reumatismi. Può inoltre essere consigliato per curare alcune affezioni della pelle, oltre che a stimolare la diuresi e facilitare la digestione. E’ sconsigliato alle donne in gravidanza e a chi soffre di ulcere o di problemi allo stomaco.

AVVERSITA’ E DIFESA

Coltivare rafano in un orto familiare non è in genere molto impegnativo, e non sono previsti particolari interventi di difesa fitosanitaria.
Alcuni danni possono essere causati da roditori o da insetti del terreno che si nutrono della radice.

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