La coltivazione del cardo

Come coltivare il cardo

Il cardo (Cynara cardunculus) è una pianta della famiglia delle Asteracee, come la camomilla e la lattuga.

La coltivazione del cardo è molto comune negli orti familiari, dove svolge il ruolo di tipico ortaggio pre – invernale. Coltivarlo è assai facile ed è un ortaggio adatto anche ai principianti; è una coltura conosciuta fin dai tempi antichi ed è ottima per la salute. Inoltre, l’imbianchimento, facile da eseguire, ne migliora notevolmente le qualità culinarie e gustative.

CARATTERISTICHE BOTANICHE

Il ciclo di crescita del cardo è biennale: al secondo anno infatti, fiorisce diventando molto coriaceo e resistente e tenderà a permanere nel terreno grazie alla presenza dei rizomi. Per questo è importante estirparlo completamente alla fine del ciclo colturale.

Può raggiungere un’altezza di 1,5 metri ed ha una radice molto robusta, dalla quale si dipartono le foglie. La costa delle foglie è larga e carnosa ed è la parte che viene consumata. A seconda della cultivar, possono essere presenti delle spine.

Coltivazione del cardo: esigenze ambientali

Gradisce una posizione soleggiata, in quanto ama il sole e il caldo dell’estate, anche se il suo ciclo si conclude in autunno inoltrato. E’ importante non tardare troppo la raccolta perchè mal sopporta le gelate. Per la coltivazione del cardo il terreno ideale è fertile, ricco di sostanza organica, e senza ristagni idrici. Non ama la siccità e l’irrigazione è fondamentale per avere una buona produzione.

Coltivazione del cardo

Coltivazione del cardo

COLTIVAZIONE

Preparazione del terreno

E consigliabile una buona preparazione del terreno con una zappatura o vangatura, cercando di rompere bene le zolle. In questa fase è opportuno apportare 3 – 4 kg di letame o compost, per arricchire il terreno di sostanza organica e fertilizzarlo.

Propagazione

La semina può essere effettuata in pieno campo ad aprile – maggio, mentre se si dispone di un semenzaio protetto si può anticipare a gennaio. Nelle regioni del sud Italia, grazie al clima mite, la semina di gennaio può essere fatta direttamente in pieno campo.

Essendo una pianta con un notevole sviluppo, va seminato collocando 2 – 3 semi in buchette distanti 80 cm tra di loro. In alternativa, se si preferisce optare per il trapianto, si può seminare in vasetti e trapiantare non appena le piantine saranno sufficientemente robuste, rispettando la distanza sopra indicata.

Cure colturali

La crescita iniziale è piuttosto lenta e le erbe infestanti vanno rimosse con cura, per evitare che soffochino i giovani cardi. Dopo questa fase la crescita in altezza sara rapida.

Irrigazione: nelle fasi iniziali di crescita il terreno non deve mai essere secco, ma le richieste di acqua della pianta non sono elevate. Da luglio bisogna aumentare le bagnature, per poi ridurle nella fase finale di coltivazione del cardo.

Imbianchimento del cardo

Questa operazione consiste nell’impedire l’esposizione alla luce solare alle foglie, in modo che si mantengano bianche, croccanti, ma tenere. Nella coltivazione del cardo lo scopo di questa operazione è quindi unicamente quella di migliorare le caratteristiche gustative ed alimentari dei cardi. Per raggiungere questo obiettivo, vi sono diversi modi.

Legatura ed impagliatura: verso ottobre – novembre le foglie vengono legate in due – tre punti lungo l’altezza della pianta, in modo da mantenerle dritte ed unite. Quindi la pianta viene circondata da materiali come paglia, sacchi di tela o carta, al fine di evitare l’esposizione alla luce solare. Soltanto il ciuffo apicale rimane esposto all’aria. Dopo circa 20 – 30 giorni le foglie saranno diventate pallide e potranno essere raccolte. E’ importante non ritardare troppo la raccolta per evitare lo siluppo di marciumi.

Rincalzatura: le foglie vanno legate come nel caso precedente. Quindi i cardi vanno ricoperti di terra, per circa 2/3, sempre lasciando fuoriuscire il ciuffo terminale. L’imbianchimento avviene in 20 – 30 giorni.

Infossamento: le piante vengono estirpate e poste in piedi, con le foglie legate e addossate le une alle altre in fosse larghe 1 metro e profonde 50 – 70 cm. Quindi si ricoprono per circa i 2/3 della loro altezza con terra, oppure si avvolgono prima con paglia e poi si ricoprono con la terra. Anche con questo metodo l’imbianchimento avviene in 20-30 giorni.

Imbianchimento in ambiente protetto: i cardi vengono prima estirpati quindi posti in locali riscaldati. Le piante vengono disposte in piedi su uno strato letame o torba, quindi innaffìate abbondantemente e coperte con un telo di plastica nera o opaco. Questo metodo consente di evitare che la pianta, rimanendo per giorni nel terreno, possa essere colpita da gelate.

Cardi gobbi: questa tecnica di imbianchimento consiste nel piegare la pianta di lato, scalzandola in parte dal terreno, e di ricoprirla di terra lasciando fuori solo la cima. La pianta continua la crescita incurvandosi, da qui il nome di “cardo gobbo”.

AVVERSITA’ E DIFESA

Il cardo è una pianta molto rustica e in un orto familiare non sono in genere necessari interventi specifici di difesa. Si possono verificare attacchi di arvicole o topi che si nutrono delle radici, oppure di afidi che, succhiando la linfa, riducono la crescita della pianta.

RACCOLTA E CONSUMO

La raccolta avviene al termine dell’imbianchimento (ottobre – dicembre). Il cardo va consumato subito, in quanto non è facilmente conservabile.

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