La coltivazione del porro

Coltivare il porro

Il porro (Allium ampeloprasum) è una pianta della famiglia delle Liliacce come la cipolla e l’aglio.
La coltivazione del porro può avvenire pressochè in ogni periodo dell’anno grazie alla sua resistenza al freddo. Simile alla cipolla, anche se di sapore più delicato, può essere usato in numerose ricette e per aromatizzare molti piatti.

CARATTERISTICHE BOTANICHE

Il porro è una pianta biennale, anche se è coltivata come annuale. Non è presente in natura, ma soltanto come coltura.

Il bulbo è poco sviluppato in confronto ad altre piante della stessa famiglia (aglio, cipolla). Le foglie sono allungate, erette o ricadenti e con colore variabile dal grigio verde al verde bluastro.

Le radici possono arrivare a 50 cm di profondità.

I fiori si formano al secondo anno, in primavera. L’infiorescenza è una sfera di circa 7 – 8 cm di diametro, molto simile a quella delle altre liliacee. I semi prodotti sono neri è il peso di 1000 semi varia da 2,5 a 3,3 grammi circa.

Coltivazione del porro: esigenze ambientali

E’ una coltura molto adattabile a diverse condizioni climatiche, anche se preferisce i climi temperato – caldi. Le pioggie eccessive e l’elevata umidità ambientale possono invece essere dannose.

La coltivazione del porro predilige un terreno ricco di sostanza organica, argilloso o di medio impasto e senza problemi di ristagni idrici, che potrebbero favorire i marciumi del bulbo. Sono da evitare i terreni troppo compatti; il pH ideale è compreso tra 6,5 e 7,5. Non tollera la salinità elevata.

COLTIVAZIONE

I porri, in base all’epoca di coltivazione, vengono divisi in 4 gruppi, come indicato in questa tabella:

TipologiaEpoca di seminaEpoca di raccoltaCaratteristiche
Porri estivigennaio - marzomaggio - giugno
Porri autunnalifebbraio - marzoluglio - ottobresensibili al gelo
Porri invernaliaprile - maggionovembre - marzosopportano il gelo
Porri bastoncinisettembreaprile - maggio

Semina

Come visto nella tabella, il periodo dipende dalla varietà. Può avvenire in semenzaio o direttamente in campo. Per quanto riguarda la semina in semenzaio, si consiglia di impiegare 5 g di semi ogni metro quadrato, mentre per la semina diretta nell’orto le dosi sono di 7 grammi per 10 metri quadrati. I semi vanno ricoperti con circa 1 cm di terreno. La quantità è maggiore per il semenzaio perchè le piantine verrano poi prelevate e trapiantate nell’orto alla distanza voluta, circa un mese dopo la semina.

Trapianto

Dopo un mese dalla semina, i porri possono essere trapiantati. Il periodo è quindi variabile in base alla tipologia, come riportato nella tabella. E’ possibile acquistare nei negozi di agricoltura le piantine già pronte per essere trapiantate; questa è l’opzione più comune negli orti familiari. Le piantine vengono trapiantate a radice nuda, ricordandosi di rispettare una distanza d’impianto di 10 – 15 cm sulla fila e di 40 cm tra le file. In questo modo sarà poi più agevole effettuare la rincalzatura.

Cure colturali

La coltivazione del porro richiede alcune semplici attenzioni. Vediamole nel dettaglio.

Diradamento: se si è effettuata la semina diretta è opportuno eliminare le piante in eccesso, in modo da lasciare le altre alle distanze volute e consentire uno sviluppo ottimale.

Rincalzatura: è un’operazione fondamentale per ottenere la parte bianca ben sviluppata e candida. Si consiglia di eseguire la rincalzatura ad un mese dal trapianto, e di effettuarne una seconda un mese prima della raccolta.

Irrigazione: vanno effettuate regolarmente, ma senza eccedere per evitare l’insorgenza di marciumi del bulbo.

Lotta alle malerbe: in un orto famigliare le infestanti vengono rimosse a mano, esirpandole, o con l’aiuto di una zappa. La rottura della crosta superficiale tra le file è molto utile in quanto consente di arieggiare il terreno.

Coltivazione del porro

AVVERSITA’ E DIFESA

Vediamo quali sono i principali problmi ai quali può andare incontro la coltivazione del porro in un orto familiare.

Mosca della cipolla: può essere combattuta con trattamenti con prodotti a base di Bacillus thuringiensis, non tossico per l’uomo e ammesso anche in agricoltura biologica.

Mosca minatrice del porro: questo insetto depone le uova all’interno della pianta; le larve appena nate se ne nutriranno arrivando a produrre danni anche molto gravi.

Peronospora: è un fungo che colpisce le foglie e i germogli. Sulla pagina superiore delle foglie compaiono delle macchie gialle translucide, dette macchie d’olio. In corrispondenza della macchia, sulla pagina inferiore delle foglie, in condizioni di elevata umidità, si forma una muffa biancastra. Questa malattia è favorita da elevata umidità relativa e temperature non troppo alte, condizioni tipiche dopo le piogge.

RACCOLTA

La raccolta può essere meccanica, nel caso di grandi superfici, oppure manuale, tipica degli orti familiari. Il periodo è variabile,  a seconda della tipologia di porro. In genere il massimo ingrossamento del bulbo si ha 3 – 4 mesi dopo il trapianto o 5 – 6 mesi dopo la semina.

Dopo l’estirpazione vengono eliminate le foglie più esterne, tagliate la radici e accorciate le foglie a circa 15 cm. Dopo averli ben lavati, i porri possono essere conservati in frigorifero fino a 3 mesi ad una temperatura di 1 °C.

Da 10 metri quadrati si possono ottenere anche 20 – 20 chili di prodotto.

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