La coltivazione della yucca

Yucca: coltivazione e cure

Yucca è un genere di piante della famiglia delle agavacee che comprende circa 40 specie originarie del centro America e delle indie Occidentali. Alcune di queste specie possono essere coltivate in casa come piante ornamentali. Molto importante è anche l’impiego come alimento, grazie alle sue notevoli caratteristiche nutrizionali.

La coltivazione della yucca è molto semplice, anche se è raro che possa fiorire se coltivata in vaso e all’interno.

CARATTERISTICHE BOTANICHE

In natura alcune specie possono arrivare ad un’altezza di 2 metri; ad essere coltivate in casa sono le specie più piccole.

Il fusto è legnoso, generalmente ruvido e spesso. Sulla sua sommità si sviluppa una o più rosette di foglie.

Se coltivata all’esterno, dalla rosetta di foglie si può formare un’infiorescenza alta anche 60 cm, composta da molti fiori campanulati di colore bianco.

Le specie coltivate possono raggiungere un’altezza di 1 – 1,5 metri e un diametro di 60 70 cm.

Esistono molte specie di yucca, le più diffuse sono:

  • Yucca aloifolia: raggiunge un’altezza di circa 1 metro, con accrescimento lento e presenta foglie appuntite e seghettate. I suoi fiori sono molto belli, di colore bianco giallo e a vlte tendenti al rosa.

  • Yucca elephantipes: nel suo habitat naturale (Messico e Guatemala) può arrivare a più di 10 metri di altezza. I fiori, che possono comparire a fine estate, sono bianchi e profumati.

  • Yucca texanum: proviene dal sud degli USA ed è costosa e ricercata dagli appassionati, poichè quasi scomparsa dal suo habitat originario. Fiorisce a metà estate, anche se molto raramente in appartamento.

Coltivazione della yucca

Coltivazione della yucca in vaso

Coltivazione della yucca: esigenze ambientali

Gradisce un’esposizione in pieno sole. Essendo originaria di zone a clima caldo non sopporta le basse temperature e non dovrebbe essere esposta a temperature inferiori a 7 °C, anche se può sopportare temperature prossime allo zero.

COLTIVAZIONE

Propagazione

Semina: la yucca può essere seminata a febbraio – marzo in un substrato composto da una miscela di terriccio universale e sabbia grossa per garantire un buon drenaggio.

I semi vanno posti ad una profondità di circa 0,5 cm e lasciati all’ombra a circa 21 °C.

Una volta germinate, andranno spostate in una posizione più luminosa. Appena raggiungeranno un’altezza di 7 – 8 cm (dopo circa 90 giorni) potranno essere trapiantate singolarmente in vasi di 15 cm di diametro, con lo stesso terriccio usato per la semina.

Talea: questa pianta può essere propagata facilmente per talea, prelevando delle sezioni di fusto. In primavera – estate.

Per questo scopo si possono utilizzare delle piante diventate troppo grandi, che hano perso la loro forma originaria. Le piante vanno estratte dal terrenno e i fusti tagliati con un seghetto in sementi lunghi almeno 10 cm. I segmenti vanno trattati con una polvere radicante e piantati, in modo che stiano eretti, in una miscela in parti uguali di torba e sabbia grossa.

Il contenitore va coperto con un telo di nylon, formando una sorta di capannina, per trattenere l’umidità. Si possono usare dei bastoncini piantati nel vaso per evitare che la plastica tocchi le talee. Va quindi tenuto ad una temperatura di circa 25 °C, al riparo dalla luce diretta del sole, mantenendo il terriccio umido.

Dopo circa 20 – 25 giorni, quando si saranno sviluppati i nuovi germogli, le piantine potranno essere trapiantate in nuovi vasi singolarmente o a gruppi di 2 – 3.

Germogli basali: alla base della pianta di yucca si sviluppano dei germogli che possono essere impiegati per la propagazione.

All’inizio della primavera si prelevano dei germogli con almeno 4 foglie e lunghi circa 15 cm. Vanno quindi trapiantati in un terriccio formato da torba e sabbia in parti uguali. Il vaso va ricoperto con un nylon, come indicato per la talea e posto a circa 25 °C, ma non alla luce diretta del sole.

Deve essere mantenuto umido e dopo circa 7 – 8 settimane, quando spunteranno i giovani germogli, si può togliere il nylon e travasare le piantine in nuovi vasi.

Cure colturali

La coltivazione della yucca richiede alcune semplici operazioni da effettuare, nei diversi periodi dell’anno, per farla crescere al meglio.

Ricordiamo che necessita di un’esposizione soleggiata, quindi va spostata all’aperto nelle giornate estive di sole. In caso di temperature molto elevate occorre nebulizzare dell’acqua sulle foglie. Questa operazione va fatta al mattino, quando la pianta si trova all’ombra per evitare ustioni e schock termico.

In inverno è opportuno ritirarla a circa 10 °C, per assicurarle un periodo di riposo invernale.

Rinvaso: va rinvasata annualmente in primavera in vasi sempre più grandi, fino a raggiungere un diametro di circa 40 cm. A questo punto è sufficiente sostituire i primi 5 cm con del nuovo terriccio.

Irrigazione: non presenta una elevata richiesta di acqua, ed è importante evitare eccessi idrici che favorirebbero l’insorgere di marciumi alle radici. In autunno e in inverno le innaffiature vanno ridotte al minimo, dato che nell’ambiente di origine è adattata a lunghi periodi di siccità.

Concimazione: tra aprile ed ottobre è consigliabile concimare 1 volta ogni 30 giorni, aggiungendo un concime liquido o solubile nell’acqua di irrigazione.

Coltivazione della yucca

Coltivazione della yucca: nel suo habitat naturale, può raggiungere dimensioni notevoli

AVVERSITA’ E DIFESA

I problemi più comuni della coltivazione della yucca sono la decolorazione delle foglie basali. Questo è dovuto ad una scarsa esposizione alla luce e una crescita stentata causata da un eccesso di irrigazione.

La botrite può causare la comparsa di una muffa grigiastra sulle foglie. In tal caso le parti colpite vanno rimosse e si può impiegare un fungicida a base di rame.

Tra gli insetti troviamo la cocciniglia che va eliminata usando un insetticida specifico o lavando le foglie e le parti colpite con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool denaturato. Si presenta formando dei piccoli dischetti attaccati alle nervature sulla pagina inferiore delle foglie; questi dischetti possono essere bianchi o bruni, a seconda della specie di cocciniglia.

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