Come curare la gerbera

La cura della gerbera

La gerbera è una pianta ornamentale della famiglia delle Asteracee come la camomilla e il carciofo.

Viene coltivata per il suo fiore, molto grande e colorato. E’ ideale sia per l’impiego come fiore reciso che per essere coltivato in vaso o in un’aiuola oppure in terrazzo o sul balcone.

In questo articolo scopriremo come curare la gerbera e quali sono le caratteristiche principali di questo magnifico fiore. Conoscendo le sue esigenze fondamentali sarà facile crescere una pianta bella e sana.

Essendo coltivata in Europa fin dalla fine dell’800 esistono, oltre a diverse specie, moltissime varietà ed ibridi diversi che si differenziano per la forma, il colore e le sfumature del fiore.

CARATTERISTICHE BOTANICHE

La gerbera presenta un rizoma dal quale si dipartono delle radici che possono raggiungere un metro di profondità, se non contenute da un vaso.

Sempre dal rizoma si formano le foglie che dapprima tondeggianti, diventano lanceolate e lobate man mano che crescono, risultando simili a quelle del tarassaco.

Il fiore, di notevoli dimensioni, può essere bianco, rosa, rosso, giallo o viola, con innumerevoli sfumatore a seconda della varietà. Sono disponibili cultivar a fiore semplice e a fiore doppio.

La gerbera può raggiungere i 40-45 cm di altezza (in alcune varietà), anche se quelle comunemente coltivate nei giardini difficilmente superano i 35 cm di altezza.

Esistono circa 70 specie di gerbera, ma la più diffusa è la Gerbera jamesonii , con foglie che presentano una lieve e fitta peluria sulla pagina inferiore. I fiori compaiono da maggio e durano per tutta l’estate; possono avere colore variabile bianco, giallo o rosso più o meno intenso.

Come curare la gerbera

Come curare la gerbera

Come curare la gerbera: esigenze ambientali

E’ una pianta originaria del sud Africa, precisamente sugli altopiani ad un’altitudine di circa 1100 metri sul livello del mare.

Le precipitazioni annue di queste aree si aggirano sui 600 – 700 mm e le temperature si mantengono sui 15 – 20 °C. Questi valori rappresentano quindi l’ideale per la sua coltivazione. Sopportano i caldi estivi purchè il terreno sia umido; in inverno le temperature non devono scendere sotto i 5 °C.

L’esposizione ideale è luminosa, ma mai e alla luce diretta del sole. Cresce bene anche se osta in una zona riparata dagli alberi Vanno evitate anche le correnti di aria fredda.

Per quanto riguarda il terreno non è molto esigente e si adatta bene a diverse condizioni, purchè non vi siano ristagni idrici e il drenaggio sia buono. Il pH ideale è sub – acido. Per la coltivazione in vaso si consiglia comunque un terriccio generico per piante da fiore.

COLTIVAZIONE

Generalmente coltivata in vaso o in un’aiuola, si consiglia di incorporare al terreno del compost o del letame maturo. In questo modo, con l’aggiunta di un terriccio universale per piante da fiore, non saranno necessarie altre concimazioni.

La sua durata è di circa 3 – 4 anni.

Propagazione

La gerbera può essere propagata per seme, per microtalea o per divisione del cespo.

Semina della gerbera: non è molto usata poichè subentrando la variabilità genetica tipica della propagazione per seme, non si è sicuri di ottenere piante tutte simili e di elevato pregio qualitativo.

Il periodo indicato per la semina è verso di febbraio – marzo, oppure in autunno, in un terreno formato da sabbia e torba in parti uguali. I semi sono piccoli, devono essere posti orizzontalmente sul terreno e ricoperti con un leggerissimo strato di terriccio.

I vasi appena seminati vanno posti all’ombra ad una temperatura di 20 – 25 °C e il terreno va mantenuto umido.

Per mantenere elevata l’umidità si può ricoprire il vaso o il vassoio nel quale si è seminato con un telo di plastica trasparente, che andrà rimosso quando i semi saranno germinati (dopo circa 15 giorni).

Siccome le radici sono assai delicate è consigliabile usare contenitori alveolati, deponendo un seme per alveolo. In questo modo sarà più facile estrarre le piantine per trapiantarle.

Quando le piantine saranno sufficientemente grandi da poter essere maneggiate andranno trapiantate in vasi singoli. Se le trapiantate direttamente all’aperto, il mese indicato è giugno; trapiantate ad una densità di 6-8 piante a metro quadro.

Divisione del cespo: verso fine inverno o ad inizio autunno le radici devono essere estratte dal terreno; bisogna quindi dividere il rizoma con una lama ben affilata; ogni porzione dovrà avere almeno una gemma (anche detta “occhio”).

Questi frammenti vanno trapiantati in altrettanti vasi singoli, dove daranno origine a nuove piante identiche alla pianta madre. Fondamentale è il buon drenaggio; irrigate solo se necessario.

Microtalea: questo tipo di ropagazione necessita di un laboratorio vivaistico attrezzato e non è quidi indicata per essere impiegata in ambito casalingo.

Cure colturali

Irrigazione: va bagnata con costanza da maggio a settembre, in modo che il terreno rimanga sempre umido ma non fradicio.

Le irrigazioni vanno ridotte al minimo in inverno, quando la pianta è in riposo vegetativo. In questo modo sopporterà meglio i mesi più freddi.

Concimazione della gerbera: si consiglia di impiegare un concime liquido da diluire nell’acqua di irrigazione ogni 2 settimane circa dalla primavera fino alla fioritura.

Per quanto riguarda la tipologia di concime l’ideale è un fertilizzante completo che contenga azoto, fosforo, potassio e microelementi.

In alternativa si può mescolare al substrato del concime granulare per piante da fiore.

Potatura della gerbera: in genere la gerbera non viene potata. Si consiglia comunque di eliminare la parti secche o malate, impiegando sempre attrezzi puliti e ben affilati.

Come curare la gerbera in inverno: dall’autunno le gerbere entrano in riposo vegetativo e il fogliame inizia a seccare e a deperire. Siccome non sopportano le gelate è consigliabile coltivarle all’aperto solo in zone con clima mite, in questo modo potremo vederle tornare a fiorire la primavera successiva.

Per aiutarle a passare la brutta stagione si possono ricoprire con paglia o foglie secche, in modo da costituire una sorta di isolante naturale dai rigori dell’inverno.

Nelle zone del nord Italia si consiglia di coltivarle in vaso e di ritirarle in ambiente protetto durante la brutta stagione.

Come curare la gerbera in casa

Se coltivate all’interno delle abitazione le gerbere possono essere forzate a fiorire anche in inverno. Se vogliamo godere della sua fioritura anche in questo periodo dobbiamo necessariamente porla in un luogo aerato e luminoso, senza sbalzi termici e senza correnti di aria calda.

Le bagnature dovranno essere moderate, mentre può essere utile vaporizzarle con un nebulizzatore. In primavera può essere posta all’esterno, ma difficilmente effettuerà una seconda fioritura prima dell’anno successivo.

AVVERSITA’ E DIFESA

Per sapere come curare la gerbera bisogna imparare a riconoscere i principali problemi ai quali può andare incontro. Vediamo quali sono.

Appassimento: la causa più probabile è la carenza d’acqua. La gerbera va innaffiata con regolarità, seppur senza esagerare.

Collasso della pianta: l’intera pianta apparre come collassata, con le foglie che si adagiano sul terreno. E’ probabile che si tratti di un problema radicale.

Tra i funghi che causano questo tipo di problema troviamo Phytophthora, favorita da un eccesso d’acqua. Si consiglia quindi di bagnare con attenzione poichè è molto difficile rimediare ad un attacco quando i sintomi sono ormai molto evidenti.

Patina di colore bianco sulle foglie e sulle parti verdi: molto probabilmente il responsabile è un fungo che attacca i vegetali e causa una malattia chiamata oidio o mal bianco. In seguito la foglie diventano contorte e cadono.

Si consiglia di intervenire rimuovendo le parti colpite; se l’attacco è più grave si può tentare di fermare l’infezione con fungicidi specifici.

Afidi: conosciuti anche come pidocchi delle piante sono piccoli insetti che si nutrono della linfa dei vegetali. Possono danneggiare gravemente la nostra pianta in caso di forti infestazioni.

E’ possibile preparare in casa insetticidi a base di macerato d’ortica, oppure rivolgersi ad un negozio di giardinaggio per acquistare prodotti specifici.

Acari: il ragnetto rosso è un acaro che può colpire moltissime piante, tra cui la gerbera. Provoca la decolorazione della foglie e forma delle sottilissime ragnatele. Siccome è amante del clima secco, può essere utile vaporizzare un po’ d’acqua sulla pianta per prevenirne la comparsa.

Per saperne di più

  • Gerbera.org: un sito, in inglese, su tutti gli aspetti relativi alla cura del gerbera

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