La coltivazione dell’erica

Coltivare l’erica in vaso

Erica è un genere di piante arbustive della famiglia Ericacee che comprende circa 700 specie che crescono spontaneamente in diversi habitat in Europa, Asia e Africa. Molto usate per i giardini rocciosi, o come tappezzanti, possono essere coltivate anche in vaso e tenute in casa.

La coltivazione dell’erica è molto semplice e alla portata di tutti e consente di avere una pianta ornamentale rustica e molto decorativa.

CARATTERISTICHE BOTANICHE

Le diverse specie di Erica coltivate in vaso sono generalmente di altezza ridotta (di solito da 20 a 60 cm), ma in nature alcune specie possono arrivare anche a 150 cm. Erica arborea, può raggiungere altezze di 6 – 7 metri, diventando un vero e proprio albero.

Sono specie sempreverdi, con foglie piccole e aghiformi. I fiori spuntano in autunno e il colore può variare dal bianco al rosso scuro, a seconda della specie o della varietà.

Tendono a svilupparsi durante i mesi freschi, da settembre fino ad aprile, e ad avere un periodo di riposo vegetativo all’arrivo del caldo

Tra le specie più coltivate di Erica, ricordiamo:

  • Erica gracilis: molto compatta, con fiori generalmente rosso porpora, anche se esistono varietà a fiore bianco.
  • Erica melanthera: cresce in altezza fino a 60 cm e produce piccoli fiori rosa con stami neri.
  • Erica pageana: può crescere fino ad 1 metro di altezza; molto elegante, fiorisce in autunno con abbondanti fiori gialli di forma campanulata.
  • Calluna vulgaris: molto simile all’erica è in realtà il brugo; può anch’esso essere coltivato in vaso seguendo le medesime indicazioni.

ESIGENZE AMBIENTALI

La maggior parte delle specie di erica sono acidofile, quindi crescono bene in un terreno con pH acido. In commercio esistono molti terricci per queste piante. Le specie nostrane sono piuttosto resistenti al freddo, ma le specie africane sono più sensibili alle basse temperature e non tollerano temperature inferiori ai 5 °C.

E’ una pianta amante dell’umidità, che non tollera la siccità e le temperature elevate. L’esposizione ideale è luminosa ma senza luce solare diretta. Se viviamo in un luogo molto caldo, è consigliabile porle in ombra per chè il sole eccessivo non giova a queste piante.

COLTIVAZIONE

Propagazione

Può essere moltiplicata facilmente per talea, prelevando rametti di circa 5 cm all’inizio della primavera o alla fine dell’estate, Questi vano piantati in un miscuglio di torba e sabbia e tenuti ad una temperatura compresa tra 18 e 24 °C, a mezz’ombra. Per favorire la radicazione si può impiegare polvere a base di ormoni radicanti, acquistabile nei negozi di agricoltura e giardinaggio. Il substrato va mantenuto umido e quando avranno emesso le prime gemme e raggiunto un’altezza di 8 – 10 cm potranno essere trapiantate in un nuovo vaso.

Cure colturali

Irrigazione: essendo specie acidofile, vanno irrigate con acqua non contenente calcare. Le annaffiature devono essere regolari e il terreno sempre umido ma mai zuppo di acqua.

Potatura: quando la fioritura è terminata, le piante possono essere potate, accorciando i rami che portano i fiori ormai appassiti. E’ importante effettuare questa operazione in primavera, dopo la fioritura, poiché in estate iniziano a produrre i nuovi boccioli fiorali, e potando in quel momento rischieremmo di asportarli, rovinando la successiva fioritura.

Concimazione: si può concimare ogni 15 giorni, impiegando un concime per acidofile. Se si utilizza un concime a lento rilascio, si può effettuare la concimazione una volta ogni 3 mesi.

coltivazione erica

AVVERSITA’ E DIFESA

E’ una pianta piuttosto rustica, e nella coltivazione familiare in vaso a scopo ornamentale non sono in genere previsti trattamenti fitosanitari.

Generalmente i problemi a cui può andare incontro sono legati a errate condizioni di coltivazione, come un terreno con ristagni idrici che favorisce l’insorgere di marciumi radicali.

Anche posizioni eccessivamente soleggiate, specialmente in zone a clima caldo, possono essere deleterie, portando al disseccamento delle foglie.

Se coltivate in un terreno basico possono andare incontro a clorosi con decolorazione delle foglie e scarsa produzione di germogli. Se i sintomi sono gravi si può arrivare alla morte della pianta.

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