La coltivazione del nocciolo

Guida alla coltivazione del nocciolo

Il nocciolo (Corylus avellana) è un albero della famiglia delle betulacee, diffuso in tutte le regioni Italiane fino a 1300 metri di altitudine.

L’Italia è uno dei principali produttori mondiali di nocciole; le regioni più importanti sono il Piemonte, il Lazio, la Sicilia, la Campania e la Liguria. La coltivazione del nocciolo si adatta molto bene ad un frutteto familiare e anche poche piante potranno fornire una buona produzione, di un frutto buono, nutriente e facile da conservare.

CARATTERISTICHE BOTANICHE

Il nocciolo è una pianta che può raggiungere un’altezza di 2 – 4 metri, con portamento cespuglioso e elevata attitudine pollonifera (i polloni sono dei rami che si dipartono dalla base della pianta). Le foglie hanno una lieve peluria nella pagina inferiore. Esistono diverse specie, anche selvatiche, ma Corylus avellana è la più conosciuta e coltivata.

E’ una pianta monoica, con fiori maschili e femminili distinti ma presenti sulla stessa pianta. I fiori femminili sono nascosti dentro piccole gemme e sono poco appariscenti. I fiori maschili sono delle strutture pendule e sono riuniti in gruppi di 2-4 all’estremità oppure all’ascella delle foglie dei rami e vengono chiamati amenti. Sono lunghi 5 – 10 cm si sviluppano verso fine estate ma fioriscono in inverno. Sono caratteristici e ben visibili. Le radici del nocciolo sono superficiali, la corteccia di colore marrone – grigiastro con dei solchi longitudinali.

Coltivazione del nocciolo

Infiorescenze maschile (amenti)

Il frutto viene chiamato dai botanici diclesio ed è costituito da un involucro legnoso che contiene un seme dolce e ricco di oli, chiamato nocciola.

Tra le cultivar più diffuse, ricordiamo:

  • Tonda Gentile delle Langhe: tipica del Piemonte, con ottime caratteristiche gustative, anche se poco adattabile al di fuori del Piemonte.
  • Tonda di Giffoni: diffusa in Campania, ha un frutto di medie dimensioni e di ottima qualità.
  • Tonda Romana: diffusa nella zona di Viterbo, anch’essa con qualità gustative ottime.

Coltivazione del nocciolo

ESIGENZE AMBIENTALI

La coltivazione del nocciolo richiede un clima mite, in quanto, data la fioritura invernale minime di circa – 8 °C sono sufficienti per danneggiare i fiori. Anche le gelate primaverili sono deleterie, in quanto possono danneggiare i giovani germogli.

Il terreno idelae è di medio impasto, meglio se collinare, senza ristagni idrici e pH neutro. Si può adattare anche a terreni argillosi, ma devono essere ben dreanti perche è sensibile all’asfissia radicale.

COLTIVAZIONE

Propagazione

In un orto familiare il metodo più semplice è acquistare in vivaio una pianta di nocciolo da impiantare nel frutteto. Il nocciolo può però essere propagato in diversi modi:

  • Polloni radicati: metodo molto pratico nei noccioleti professionali
  • Margotta di ceppaia: tecnica usata dai vivaisti
  • Talea legnosa e semilegnosa: usate solo a scopo hobbistico poiché il nocciolo radica con difficoltà per talea.
  • Innesto: tecnica molto diffusa in frutticoltura, ma poco usata nel caso del nocciolo anche se possibile.
  • Micropropagazione: tecnica che richiede appositi laboratori attrezzati e personale  addestrato.

Preparazione del terreno

La coltivazione del nocciolo in ambito professionale prevede  una preparazione del terreno accurata, con una ripuntatura, un’aratura leggera e un livellamento, con apporto di sostanza organica e dosi elevate di fosforo e potassio. In un frutteto familiare è sufficiente predisporre le buche per l’impianto, deponendo all’interno 3 – 4 chili di letame o compost, poi ricoperto da uno strato di terra. Le buche dovranno essere di dimensioni adeguate per accogliere l’apparato radicale della pianta.

Il periodo migliore per l’impianto di un noccioleto è l’autunno. Si consiglia di tenere almeno 5 metri tra una pianta e l’altra.

Cure colturali

La coltivazione del nocciolo non richiede particolari attenzioni; vediamo di seguito alcuni accorgimenti per ottenere i migliori risultati.

Potatura: la forma di allevamento tradizionale è il cespuglio che rispetta il naturale portamento della pianta, con diversi fusti che si dipartono dalla base. E’ anche la più facile da ottenere in un frutteto familiare, e basterà assecondare il naturale sviluppo dell’albero, eliminando rami secchi, malati o troppo fitti per avere dei buoni risultati.

Nei noccioleti professionali esistono anche forme più complesse come il vaso libero, la siepe e il monocono.

La potatura annuale prevede l’eliminazione del 10-15% della vegetazione e lasciando una buona dotazione di rami con lunghezza fra 20 e 25 cm. Bisogna inoltre considerare i seguenti aspetti:

  • Un ramo che ha fruttificato non porterà nuovi frutti, ma potrà originare nuovi rami
  • La maggior produzione si ha sui rami di un anno nella parte alta della pianta
  • I rami di un anno devono avere uno sviluppo di almeno 15 – 20 cm

Concimazione: se il terreno è fertile non è necessaria in un frutteto familiare e molte piante producono per molti anni anche senza apporti di concime. In alternativa si può distribuire del concime contenente azoto, fosforo e potassio in primavera.

Irrigazione: se la zona è siccitosa, l’irrigazione permette di migliorare la produzione in frutti.

RACCOLTA

I frutti maturano scalarmente nel giro di 3 – 4 settimane e la raccolta è manuale, da fine agosto a settembre. Le nocciole cadono naturalmente a terra quando mature, ed è possibile predisporre dei teli sotto le piante per agevolare la raccolta. Un ettaro di noccioleto può produrre anche 20 – 25 quintali di nocciole; la coltivazione del nocciolo con poche piante in un frutteto familiare può fornire una decina di chili di prodotto.

Il nocciolo e’inoltre una delle piante predilette dal tartufo bianco (Tuber magnatum) e dal tartufo nero (Tuber melanosporum).

AVVERSITA’ E DIFESA

La principale malattia del nocciolo è il mal dello stacco (Cytospora corylicola) che causa disseccamento e caduta di rami e foglie. Si previene con trattamenti a base di rame a fine estate e in primavera.

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