La coltivazione del pomodoro

Coltivare il pomodoro, per un orto rosso di frutti

Il pomodoro (Lycopersicon lycopersicum) è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee come la patata e la melanzana. Il suo impiego è diffusissimo nella cucina italiana e la sua coltivazione è facile e adatto ad un orto famigliare. Poche piante potranno dare una buona produzione, perfetta sia per il consumo fresco che per le conserve.

ESIGENZE AMBIENTALI

Il pomodoro è adattabile a diverse condizioni climatiche e diversi tipi di terreno, l’importante è che non siano presenti ristagni idrici che favoriscono l’insorgere di malattie dell’apparato radicale. Le temperature medie diurne ottimali per la crescita e la produzione sono di 23 – 24°C. Per avere un’ottima produzione è importante fornire quantità adeguate di acqua, anche se il pomodoro può adattarsi a condizioni di carenza idrica. L’esposizione deve essere soleggiata, al riparo dai venti.

COLTIVAZIONE

La coltivazione del pomodoro migliora la fertilità del terreno, in quanto l’ apparato radicale, ben sviluppato, prepara buone condizioni fisiche per la coltura che segue. Per questo motivo in agricoltura viene definita una “coltura da rinnovo”. Vediamo ora le indicazioni da seguire per coltivarla al meglio.

Rotazione

Nella coltivazione del pomodoro la rotazione con altre colture è molto importante. Bisogna evitare di coltivare sullo stesso terreno il pomodoro o altre solanacee (patata, melanzana) per due volte di seguito. Sconsigliato anche coltivarlo su terreno dove era presente un’asparagiaia. L’ideale sarebbe farlo precedere da cavolo, fagiolo o pisello; dopo il pomodoro cresce bene il melone.

Preparazione del terreno

L’ideale sarebbe effettuare un’aratura profonda (40 – 50 cm) per aumentare la massa esplorabile dalle radici e ridurre la sensibilità a stress ambientali. Per la coltivazione del pomodoro in un orto famigliare è sufficiente procedere con una vangatura o zappatura, interrando il letame o compost apportato alla dose di circa 5 kg per metro quadro. In alternativa alla letamazione, può essere effettuato un sovescio di crucifere, utile anche per limitare nematodi e malattie fungine.

Trapianto

Il trapianto di piantine acquistate presso vivai o negozi di giardinaggio è il sistema più utilizzato per la coltivazione del pomodoro. In alternativa è possibile acquistare la semente e farla germinare in contenitori (vasetti o alveoli per orticoltura) e poi trapiantare le piantine quando saranno alte almeno 10 centimetri. Il trapianto avviene nel terreno precedentemente lavorato e reso il più fine possibile. E’ sufficiente interrare le radici nel terreno, avendo cura di rispettare le distanze adeguate: per garantire spazio sufficiente, le piantine vanno disposte in file distanti un metro, mentre tra una pianta e l’altra sulla stessa fila vanno lasciati 30 – 40 centimetri. Il periodo miglior per il trapianto va da maggio in poi, anche prima al sud Italia. Tenete presente che se le temperature arrivano a 35°C il pomodoro arresta lo sviluppo.

coltivazione pomodoro

Cure colturali

Il pomodoro necessita di alcune semplici operazioni per aumentare la produzione e la salute della pianta. Vediamole una per una.

Rincalzatura: 2 – 3 settimane dopo il trapianto, un po’ di terreno va addossato alla base delle piante prelevandolo dallo spazio tra una fila e l’altra. In questo modo tra le file delle piante si crea una sorta di canale, utile per l’irrigazione e lo sgrondo dell’acqua in eccesso; inoltre le piante cresceranno con radici più forti e vigorose.

Eliminazione delle piante infestanti: Nell’orto familiare è sconsigliato impiegare diserbanti; è sufficiente estirpare manualmente le malerbe, magari aiutandosi con una zappetta.

Tutoraggio: per permettere alle piante di svilupparsi verticalmente agevolando la produzione di frutti e la raccolta, bisogna predisporre di tutori sui quali le piante possano trovare sostegno per la crescita. In genere vengono utilizzazte canne di bambù alle quali i fusti vengono legati quando raggiungono un’altezza di 35 – 40 cm. Legateli lasciando uno spazio sufficiente per la crescita diametrale del fusto, in modo che non venga strozzato.

Scacchiatura: consiste nell’eliminazione dei germogli che si sviluppano alla base della pianta e all’ascella dei rami. In pratica dovete favorire lo sviluppo lungo un solo asse, dal quale si dipartono i rami principali che porteranno i frutti. I germogli che nascono nelle intersezioni tra i rami, vanno eliminati.

Cimatura: per interrompere la vegetazione in altezza e favorire l’ingrossamento dei frutti anticipando la raccolta, la pianta deve essere cimata. La cimatura consiste nell’asportazione dell’apice della pianta, in modo da interrompere la crescita in altezza. Tale operazione va effettuata quando si sono formati 4 – 5 palchi.

Defogliazione: le foglie che si sviluppano alla base della pianta vanno eliminate, per favorire lo sviluppo dei frutti e migliorare la circolazione dell’aria, riducendo l’umidità eccessiva che favorisce l’insorgere di marciumi.

Coltivazione del pomodoro

Esempio di scacchiatura. Il piccolo germoglio va rimosso

Irrigazione

Il primo apporto di acqua va fatto subito dopo il trapianto. In seguito bisogna intervenire i modo costante, ricordando che il momento di maggior fabbisogno idrico è durante l’ingrossamento dei frutti. Durante la fioritura e alla maturazione l’irrigazione deve calare in quantità, ma non in frequenza, per evitare la caduta dei fiori e la spaccatura dei frutti.

Raccolta e conservazione

La raccolta del pomodoro è manuale e, in un orto familiare, viene effettuata scalarmente a cadenza giornaliera, raccogliendo solo i frutti maturi. E’ importante manipolare i frutti con delicatezza per evitare ammaccature e spaccature. I pomodori maturi si conservano per circa 2 settimane alla temperatura di 2 – 3°C; in alternativa possono essere impiegati per la preparazione di conserve o essicati.

AVVERSITA’ E DIFESA

Vediamo i principali problemi ai quali può andare incontro il pomodoro.

Peronospora: causata da Phytophthora infestans, è la più importante malattia del pomodoro. Sulle foglie compaiono delle macchie oleose a cui corrisponde, sulla pagina inferiore, una muffetta biancastra che si sviluppa in caso di umidità elevata. Vengono colpiti anche i frutti e in caso di attacchi gravi viene distrutta tutta la pianta. La sua insorgenza legata all’andamento climatico: in annate molto piovose i suoi attacchi possono essere devastanti. Per limitare i danni, in un orto familiare, è possibile intervenire con fungicidi a base di rame dopo le piogge.

Coltivazione del pomodoro

Foglie colpite da peronospora

Alternariosi: causata da Alternaria solani, un fungo che provoca la presenza di macchie sulle foglie e tacche depresse sui frutti. Queste macchie si concentrano nella zona del picciolo e si ricoprono di muffa nerastra.

Muffa grigia: causata da Botrytis cinerea, provoca la comparsa di una muffa grigiastra su foglie, fusti, rami e sui frutti. E’ favorita da condizioni di umidità elevata e scarso arieggiamento della vegetazione. Si può intervenire con rame alla comparsa dei primi sintomi.

Funghi radicali: colpiscono l’apparato radicale e possono portare la pianta alla morte. Tra questi troviamo Fusarium, Rhizoctonia solani, Pythium e Phytophthora nicotianae. Come prevenzione è importante evitare i ristagni idrici e favorire il drenaggio.

Tra gli insetti ricordiamo la dorifora della patata (Leptinotarsa decemlineata) che può colpire anche il pomodoro e gli afidi. Danni più gravi possono essere causati da alcuni insetti terricoli che rodono la base delle piantine provocandone la morte.

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