La coltivazione del topinambur

Il topinambur, tubero poco coltivato ma perfetto per l’orto familiare

Il topinambur (Helianthus tuberosus) è una pianta della famiglia delle Asteracee coltivata per il tubero, ricco di inulina. La coltivazione del topinambur è molto facile, essendo una pianta rustica e con poche esigenze. Una volta piantata nell’orto può praticamente essere dimenticata. Durante la fioritura i grandi fiori gialli hanno anche un notevole pregio estetico.

Oltre che per il consumo del tubero, può essere coltivato come pianta da foraggio per l’impiego in zootecnia (in tal caso vengono i fusti vengono tagliati anche 3 – 4 volte l’anno), per la produzione di dolcificanti in farmaceutica, e per l’ottenimento di bioetanolo.

tuberi di topinambur

Tuberi di topinambur

CARATTERISTICHE BOTANICHE

Il topinambur è una pianta erbacea perenne che può raggiungere un’altezza di 2 – 3 metri. Il fiore sembra una grande margherita gialla e può raggiungere un diametro di 10 centimetri. Il sistema radicale è formato da radici grandi e profonde e da radici più piccole e superficiali, fra le quali si localizzano i tuberi. La colorazione esterna del tubero varia da rosso violetto fino al bianco. All’interno è bianco – grigiastro.

I tuberi germogliano in primavera e da ciascun tubero possono svilupparsi uno o più fusti. La fioritura avviene generalmente in agosto – settembre. Da ottobre inizia il disseccamento della parte aerea e contemporaneamente un incremento di peso del tubero, anche per una migrazione delle sostanze dai fusti verso quest’ultimo. Per questo motivo la raccolta dei tuberi non dovrebbe avvenire prima del disseccamento della parte aerea.

I tuberi lasciati nel terreno tornano a vegetare in primavera rendendo la coltura perenne.

Fiore di topinambur

Fiore di topinambur

ESIGENZE AMBIENTALI

Il topinambur è una pianta molto resistente e sopporta temperature fino a –18 °C. Resiste molto bene anche alla siccità per periodi prolungati, mentre un’umidità eccessiva del terreno con conseguente ristagno idrico può causare marciumi dei tuberi. Sebbene le produzioni migliori si ottengano in terreni sciolti (con una buona percentuale di sabbia) si adatta a qualsiasi tipo di terreno ed è praticamente insensibile al pH. Tuttavia, nei terreni argillosi, pesanti e compatti si possono osservare delle deformazioni dei tuberi che non ne pregiudicano però la qualità. In tali terreni inoltre la raccolta può essere meno agevole, ma questi problemi non si pongono per le piccole produzioni per autoconsumo di un orto familiare.

E’ considerata una pianta esigente in termini di elementi nutritivi e in particolare di potassio, ma si adatta bene anche in terreni poveri.

COLTIVAZIONE

Preparazione del terreno

In un orto familiare è sufficiente una zappatura o una vangatura profonda, avendo cura di amminutare bene il terreno. La produzione in tuberi è in genere elevata, non è quindi necessario destinare una grande area alla sua coltivazione.

Semina

La semina dei tuberi, reperibili nei negozi di giardinaggo e orticoltura, avviene di norma in primavera. Al Sud può essere fatta anche in autunno o in inverno, in quanto i tuberi resistono molto bene al freddo. La distanza tra le file consigliata è di 50 – 70 cm, quella sulla fila di 30 – 40 cm. In questo modo avremo 3 – 6 piante per metro quadrato, in grado di formare un bel cespuglio. I tuberi devono essere posti alla profondità di 6 – 8 centimetri, in solchi o in piccole buche.

Concimazione

Il topinambur non richiede concimazioni. Al momento della semina è consigliabile apportare letame o compost alla dose di 3 – 4 kg per metro quadro, incorporandolo bene al terreno.

Irrigazione

L’irrigazione può essere utile solo in caso di periodi siccitosi molto prolungati, ma in genere gli interventi irrigui possono causare una diminuzione della qualità dei tuberi, riducendo il contenuto ziuccherino.

Cure colturali

Il topinambur non richiede attenzioni particolari. La lotta alle infestanti è limitato alle fasi iniziali della coltura, in quanto in seguito diventa molto competitiva nei confronti delle malerbe.

E’ opportuna una rincalzatura (ovvero spostare un po’ di terra in modo da ricoprire la base del fusto per i primi 10 centimetri circa) quando le piante hanno raggiunto un’altezza di circa 40 – 50 cm. Questo favorirà la produzione di tuberi.

RACCOLTA E CONSERVAZIONE

Prima dei geli invernali gli steli ormai essiccati vengono asportati. A questo punto inizia la raccolta dei tuberi che può proseguire nel tempo fino alla primavera successiva, in quanto sopportano tranquillamente anche gli inverni più rigidi. Scavando con una paletta o una piccola zappa ad una profondità di 10 – 15 centimetri, potrete prelevare solo i tuberi che vi servono, ci penserà la terra a conservare gli altri per tutto l’inverno.

In alternativa i tuberi possono essere conservati all’aria. Con temperature tra 0,5 e 5 °C ed elevata umidità si mantengono praticamente inalterati per 2 – 3 settimane.

La produzione può essere molto elevata: possono variare da 1 kg di tuberi in condizioni siccitose poco favorevoli e varietà poco produttive, fino a 8 – 9 kg per metro quadrato con varietà selezionate e condizioni ottimali.

Abbiate cura di non estrarre tutti i tuberi in modo che possono tornare a vegetare l’anno successivo, fornendo una nuova produzione.

AVVERSITA’ E DIFESA

Il topinambur non va incontro a molte avversità di natura parassitaria e in un orto familiare non sono necessari interventi con fungicidi o insetticidi. Alcuni problemi possono manifestarsi durante la conservazione dei tuberi, sui quali si possono riscontrare marciumi.

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2 risposte a La coltivazione del topinambur

  1. Cataldo Nichilo scrive:

    Buona sera gradirei avere indicazioni sulle aziende che a seguito del raccolto del topinambur lo confezionano per la commercializzazione. Personalmente sarei interessato a coltivarlo.

  2. mario scrive:

    voglio coltivare topinambur, ma non so dove stanno centri per ritirare il raccolto.

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